Che cosa è Paciu Maison?

Entrate prepotentemente nell’immaginario di un artista contemporaneo, migrando dalla condizione di spettatore a quella di protagonista.

Paciu Maison è lo spazio quotidiano che si trasforma in una galleria d’arte abitabile.
E’ un’opera d’arte “viva”, in costante divenire.

La “residenza d’artista” come strumento di ricerca attraverso la condivisione di spazi fisici e concettuali per permettere la conoscenza approfondita, reale e reciproca tra ospite-ospitante, tra spettatore-artista.


Si sviluppano due concetti principali: l’idea di “palinsesto” (G. Genette) e di “rizoma” (Deleuze – Guattari).


Il fiume della parola 

La cultura nella sua vastità.

L’idea progettuale parte da una riflessione sull’impossibilità dell’uomo di arrivare all’onniscienza, nonostante il suo continuo impegno nella ricerca. Dal concetto di “cultura” come totalità (concetto di opera d’arte totale di Wagner) si arriva al particolare della “cultura dell’arte”.


L’occhio dello scatto

L’intimità persa, ovunque esposta.

La stanza rappresenta il confronto tra il privato ed il pubblico. La quotidianità si spoglia della sua accezione più privata:


Il cammino del vestito

Il flusso del tempo.

La stanza interroga le conseguenze dei cambiamenti sul corpo causati dal passare del tempo. Oggetto di critica è la visibilità del corpo ed il processo mediante il quale costruiamo una sua immagine da esibire agli altri.

Si analizza infine il corpo come alterità: “la carne è fenomeno di specchio” (Merlau-Ponty)


Cartografia

La filosofia occidentale incontra quella orientale.

Lo spettatore è proiettato verso la ricerca delle “materie prime” del mondo fisico e del mondo interiore, interrogando la divisione delle discipline sviluppate dal pensiero contemporaneo per trovare un elemento conduttore dell’insieme
(basato sull’interpretazione della matematica di Escher).


Gravità persa

Il reale e la sua proiezione.

Si ottiene una molteplicità di opzioni tra l’uscire e l’entrare nel mondo contemporaneo, un mondo basato su “avatar tecnologici”nella rete sociale. Le chiavi rappresentano le porte che possiamo aprire in un mondo ricco di diversità, sempre in divenire.


Il volto del colore

Il volume ed il colore.

La normalità è analizzata attraverso lo sguardo del “bambino”, l’unico in grado a percepirne l’essenza. L’infanzia è vista come l’unica via d’uscita dagli schemi sociali,
che tendono a scindere l’umano in varie categorie senza valorizzarne la diversità. La malattia del nostro tempo è la non accettazione della diversità.


Il tempo non esiste

Un orologio impercettibile.

Salendo le scale intraprendiamo un viaggio nel tempo mediante la fotografia. E’ un percorso tra presente e passato, che ci ricorda di essere stranieri anche e soprattutto in noi stessi.


Limbo

L’alterità come nuova ideologia creatrice.

Si aprono “le acque” nella moltitudine di concezioni religiose del mondo.

Il “mare” ed il “cielo” non possono essere spiegati nella loro completezza da un unico mito creatore, che si rivela dunque esauriente, ma deve ammettere ogni possibile idea, rito o pensiero a riguardo.


L’alba del racconto 

La conoscenza prende vita.

Il libro è qui concepito come un’antica tecnologia che riesuma un’epoca altra, ove la parola assume la funzione di “dialogo interdisciplinare” tra il vecchio ed il nuovo.


La goccia dell’occasione

Vedere con le mani ed ascoltare con gli occhi.

La cucina è un luogo di inconsueta condivisione: lontano dalle chiacchiere di convenienza, si crea una nuova intimità di passaggio. Un’occasione per allontanare la diffidenza.


Il trono del re

Dentro al quadro.

Si percepisce il medesimo senso di movimento presente nelle opere dell’artista olandese, permettendo alle opere di quest’ultimo di uscire dalla loro cornice per rompere la concezione del centro e del margine.

SALA DELLA MATERIA

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SALA CARTOGRAFIA

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MAUSOLEO

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Un senso di stupore ti pervade quando ti rendi conto che il mondo va al contrario. Questa stanza ci ricorda di non fermarci mai alla…
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